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e delle specialità gastronomiche italiane, definire cosa possa essere servito in tali occasioni è come voler raccontare il Decamerone in dieci righe: semplicemente non si può.
Pur recitando un ruolo di minor responsabilità, rispetto ad altre cucine che non prevedono necessariamente la pasta come primo piatto, lantipasto italiano (o meglio allitaliana) comprende una sfilza di sfizi, sorprese, soppressate, supplì, soufflé (no soufflé no) pressoché inesauribile.
Anche in questo caso vale la legge dello stivale (vedi carta geografica), che vede la testa della nostra patria stabilmente conficcata nel nord dellEuropa quello del burro e delle carni di maiale, tutto il centro (da NNO a SSO) attraversato da montagne e colline che hanno la misteriosa capacità di dar profumo a qualunque cibo, il tacco conficcato nel sud dellolio e del pomodoro e il tutto immerso nel meraviglioso brodo di cottura del mar Mediterraneo.
La cucina italiana, la sua forza, la sua unicità, è tratta dalla straordinarietà della materia prima con cui elabora le sue ricette, forza che è miracolosamente rimasta intatta ancor oggi in tempi domologazione dei mercati e dei sapori.
Bene, nella nostra cucina, gli antipasti sono, dovrebbero essere, qualità allo stato puro. I salumi, gli insaccati, le verdure conservate, i piccoli pani alle spezie, le pizzette, i frittini, le insalate di carne e di pesce freddo, il saor veneziano e gli scapece del sud, i supplì di Roma e gli involtini di peperone di Napoli, i topinanbour con la bagna cauda di Torino, le caponate siciliane, la farinata di Genova, ed i polpi crudi di Bari... 1.000, 10.000 modi di incominciare un pasto all'italiana. Niente di meglio, niente di più, unica precauzione, mangiarne poco perché dopo,
c'è la pasta.