

segue ![]()
cosa per la quale mi profondo in profonde scuse per quanto riguarda le verdure e ortaggi lascio la maschera del cinico, non mi trincererò più nell'allusione a cavallo fra il serio e il faceto e dichiarerò al mondo intero la mia assoluta predilezione per i prodotti della terra "made in Italy".
Stilisti celebri lasciate le forbici, santi, poeti, navigatori non siete nulla, nulla darete al mondo di più sublime che coltivando un bel campo di carciofi esposto alle brezze della riviera di ponente, un ettaro di peperoni al gelo leggero di Carmagnola, un filare di pomodori alle pendici del Vesuvio, una pertica di radicchio baciata dagli umori salmastri di Treviso, una lega...
Partiamo, per consigliarla, dalla ricetta più semplice, il pinzimonio: semplici verdure lavate e mondate, una tazzina di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale (pepe se piace) ed ecco sorgere, zampillare dal piatto una pantagruelica fantasia di sapori, odori, gusti, consistenze, unarcimboldesca avventura del palato e degli occhi.
La materia prima italiana ancora una volta vince su tutto, materia prima che obbliga la cucina al suo servizio, rendendo le preparazioni semplici e leggere, acute e fragranti. Amici di tutto il mondo, cercate nel negozio sotto casa verdure e ortaggi italiani, non avete altro modo per garantirvi la qualità, il sapore, la fragranza, il gusto "antico" delle cose dei campi.
Per lenire un poco il senso italocentrico di quanto appena detto voglio consigliarvi di programmare un viaggio in Cina, altra terra di "verdurai" di altissimo livello. Già il wok, pentola concava per rapide cotture, ammorbidisce, "palatilizza" la verdura senza cuocerla, scuocerla ed ammollarla e di che verdure si tratta! Non ne so i nomi, ma nel Sechuan o nellHunnan si mangiano verdure incantevoli: piccole erbette tenere o ciuffetti rugosi di intenso colore scuro o ancora languide lunghe foglie di un verde leggero; una grande avventura per il palato! Sia dato il giusto tributo al più onnivoro dei popoli della terra, che vorrebbe addentare il pollo e non sa che sta già mangiando qualcosa di meglio.