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la frase oggi facciamo gli gnocchi" richiama giorno di festa nelle case di tutta Italia.
Gli gnocchi, dicevamo, si fanno (solo da poco alcuni pervertiti li comprano già confezionati) e non c'è dimora felice che in fondo alla credenza non abbia l'apposito utensile, brutto, di alluminione o di altra rozza lega: lo schiacciapatate.
Ho passato l'intera infanzia a "costruire" gnocchi di patate, l'ultimo passaggio sulla grattugia che ne abbottava in minuscole gobbette la superficie o sulla forchetta che scanalava la stessa, era il mio compito. Ora so che bozza e scanalatura servivano affinché meglio attaccasse il condimento, allora mi pareva un gioco di formine, la costruzione di un esercito di chioccioline in miniatura.
Lo gnocco dev'essere leggero, spumoso, sdilinquigno (perdonate il neologismo), attenzione quindi, siore e siori, alla farina aggiunta, poca, per carità, poca.
Gli gnocchi al pomodoro, così come la pasta al pomodoro, ed il riso al pomodoro (sarò malato) fanno parte della heat parade dei miei piatti preferiti, se non siete capaci a farli e volete imparare, scrivetemi, non vi risponderò: verrò direttamente a casa ad impastarli. Aumentare anche di una sola unità l'esercito degli adoratori dello gnocco, mi procurerà immense indulgenze nell'altra vita, un sicuro viatico per il paradiso dei golosi, dove, da immensi calderoni fumanti discinte fanciulle sovrappeso eternamente "schiumano" esorbitanti piattoni di gnocchi.