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l'Italia ha spostato l'asse di lettura del riso: da semplice ricettore o accompagnatore neutro di salse o cibi vari ad elemento attivo, vitale, gustoso, in preparazioni che lo vedono, ancor più della pasta, protagonista delle ricette che lo contengono.
Il risotto, per l'italiano del nord è un'arte che nei casi più sublimi assurge al ruolo di fede, di passione, sublime motivo di discussione e confronto. Ma non dimentichiamo i pomodori al riso del sud o la meravigliosa "tiella" pugliese.
Ma torniamo ai risotti, alta palestra della creatività italiana, soffici, raffinati, voluttuosi al palato e all'olfatto. La cipolla che lenta "suda" a fuoco lento in olio e burro (a regola d'arte il condimento dovrebbe essere composto da grasso di rognone e midollo di bue).
Poi aggiungiamo il riso che delicatamente tosterà ed insaporirà a fuoco lentissimo. Poi il brodo, ricco e delicato di carne... e incominciamo a girare questo soffice impasto che delicatamente sintenerisce al ritmo lento e uguale che daremo al nostro cucchiaio di legno. Ecco, è quasi pronto tenero e profumato, subito lo zafferano giallo (italiano) delicato e fragrante, poi, spento il fuoco, il parmigiano ed il burro: la mantecatura. Le ultime girate, il breve riposo e poi servito ad onda sul piatto candido: il risotto alla milanese. Thats amore!