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Forma perfetta, proverbiale (non c'è cucina nel mondo che non ne preveda un uso massiccio), l'uovo resta nella sua aristotelica semplicità, nel suo bastare a se stesso, nella sua pienezza (pien come un vovo), un segreto che non si svela. Mettete un pentolino pieno dacqua sul fuoco con dentro un uovo, cuocetelo alla coque. Chi di voi è certo di saperlo fare? E l'uovo sodo? E l'uovo fritto all'occhio di bue (per la preparazione del quale esistono ricette che prevedono pagine e pagine di spiegazione preparatorie)? E le uova in camicia? E la giusta grandezza dei due buchini (sopra e sotto) che ne permettono una giusta delibazione da crude, chi la sa? Quando un uovo è veramente fresco? Come si mantiene questa freschezza? Quante uova per ogni chilogrammo di farina per una perfetta sfoglia? Com'è fatto il cucchiaio apposito per servire l'uovo all'ostrica?
L'uovo è un mistero. L'Italia produce delle ottime uova, noi preferiamo quelle scure, i paesi anglosassoni quelle bianche, e le uova ci piacciono, ne mangiamo molte, soprattutto nascoste nelle più svariate preparazioni gastronomiche, ma possiamo anche proporre un ricettario non banale di preparazioni che vedano l'uovo come protagonista assoluto.
Chiunque voglia sapere un po' di cucina deve saperne un po' di uova, le uova sono la palestra del cuoco perché consentono di provare e riprovare ricette a basso costo divertendosi con un prodotto che, appena rotto sul bordo del piatto, è pronto a dar il meglio di sé, ma che facilissimamente si offende se non sappiamo trattarlo nel giusto modo. Luovo, si sa, è permaloso.