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perché moroso della locale azienda distributrice di gas, ovvero
chi detestasse culturalmente le trasformazioni poste in essere dal calore,
ebbene sta nel posto giusto.
Quante volte, a parte gli scherzi, ci siamo trovati in mano una serie di ingredienti
e la nostra voglia di metterci ai fornelli era disperatamente bassa, quanto
impellente, improcrastinabile, era il nostro desiderio di cibo. O ancora,
quante volte ci siamo trovati a fare la spesa lambiccandoci il cervello su
cosa comprare che non comportasse poi estenuanti sedute ai fornelli. Questi
dilemmi vengono ormai risolti con l'acquisto di prodotti già cotti
e pronti ad essere subito consumati, o con il telefono: una potente e capillare
struttura di rapida consegna a domicilio consente a quei fortunati popoli
(i nord americani su tutti) di avere a disposizione on-line un immenso ristorante,
una sterminata scelta di preparazioni e ricette.
Quello che Eat Eat Hurrah vuole dirvi invece è che anche senza l'uso
della cottura è possibile per ciascuno di voi realizzare un pranzo
appetitoso e soprattutto dar luogo a specialità alimentari (pensiamo
al carpaccio) che hanno valore, struttura di per se, perché così
nate dalle mani di cuochi geniali.
Mangiare bene significa appunto quello che significa, e la cucina italiana,
così ricca di materie prime, così generosa di gusti unici, "coltivati"
con sapienza ed amore secolare, è quella che meglio si adegua a questo
mood, che meglio riesce a dare il massimo del gusto e del piacere di mangiare,
con il minimo "dell'impegno" senza scendere di un gradino rispetto
all'alto piedistallo in cui, essa stessa, si è saputa porre.