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Ma, da un po' di tempo a questa parte, un dubbio, una malinconia sottile
si è insinuata fra i fornelli, fra i commensali che, proprio in occasione
del Natale, una volta all'anno si rivedono e fingono di amarsi (o si amano
davvero e allora non capisco perché non si vedano più spesso).
Cos'è questo male oscuro? I trigliceridi? La noia da fagiano, ormai
consumato tutti i giorni? La progressiva laicizzazione della società?
La nonna che puzza? Eat Eat Hurrah prova a dare una sua risposta.
A Natale manca la cuoca! Ovvero manca quella figura in grado di trasmettere
al parentame e agli amici più cari il concetto che il calore del cuore
passa attraverso il fumo (caldo) dei fornelli. Manca quella figura che, una
volta l'anno, trasformava un'occasione in un'occasione indimenticabile, quel
demiurgo capace di proporre la propria sublime valentia, ma anche il proprio
"cuore in pentola" ad una platea modesta ma amorosa, composta (ieri
e oggi) da bimbi vomitosi, cugini deficienti, amici scemi di amici di fratelli.
Insomma gentaglia, che si trasfigurava nell'atto del cibarsi. Portare alla
bocca il "sacramento" (siamo a Natale non dimentichiamolo) d'un
piatto religiosamente eseguito.
Eat Eat Hurrah è qui per questo.