
| SEI QUELLO CHE MANGI. Aspiranti banchieri, psicanalisti, scrittori ecc. Se non siete ebrei per nascita provate a diventarlo in cucina. |
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è quello legato ai "giudii" romani che, caso unico nella
storia della cucina, possono vantare la primogenitura di ogni singolo piatto
della tradizione culinaria capitolina. Già, signore e signori, la cucina
romana famosa nel mondo è la cucina ebraica di Roma, e che cucina!
I filetti di baccalà, il fritto di cervella e carciofi, gli aliciotti
con l'indivia, la carne secca e infine, su tutto il grandioso carciofo alla
giudia! Una cucina gustosissima e semplice, del tutto diversa (per fortuna)
dalle altrettanto note specialità askenazite del nord europeo. Ricordo
ancora con terrore di un ghefilte fish consumato a Parigi intorno al Rosh
Hashanah e successivamente digerito a Roma alcuni giorni prima la festa di
Hanukkah (chi vuol, o può, capire, capisca).
Per chi ama recarsi di persona nei templi (qui come non mai il termine è
appropriato) della cucina, luoghi dove ancora sia possibile gustare in antichi
contesti, antichi sapori, prenda subito l'aereo e venga a Roma, dica al taxista
di portarlo al ghetto e, caso forse unico nel mondo occidentale, si troverà
calato in una realtà sociale, culturale, etnica unica nel suo genere.
Piccoli negozi di ebrei romani, con le porte aperte a generosamente inondate
di odori le stradine tutt'intorno, sfornano, impastano, propongono, espongono
il meglio di questa piccola, millenaria cucina, frutto di una piccola, millenaria
comunità che ha regalato a Roma, "culla della civiltà",
una cucina tradizionale della quale l'Urbe può vantarsi nel mondo.
Shalom.