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Per tritare le verdure.
Nei negozi di casalinghi, nei grandi magazzini e persino presso i rivenditori
ambulanti che riescono a raccogliere piccole folle incuriosite intorno
ai loro banchi olezzanti di cipolla e sedano, si possono trovare una
varietà di strumenti. Se vi punge vaghezza, provateli; ve ne
potremmo vendere qualcuno anche noi, che ne abbiamo comprati parecchi
ma non li sappiamo usare.
A parte i ritrovati del progresso, per tritare esiste la vecchia mezzaluna,
imbattibile per prezzemolo e altre erbe, funghi secchi, pancetta e prosciutto.
Qualcuno si trova bene con un coltello dalla lama leggermente curva,
di cui tiene fra due dita la punta mentre con l'altra mano alza e abbassa
il manico. Sotto le erbe si mette, questo si sa, un tagliere.
Per tritare le erbe odorose, qualcuno crede anche molto in una tazza,
dove mettere l'erba, e in un paio di forbici piuttosto grosse, con cui
tagliuzzare ripetutamente: così non va persa quella parte di
sugo che è altrimenti assorbita dal legno del tagliere.
Per tritare carote, cipolle e altre cose dure, prima di tritare con
la mezzaluna bisogna affettare e tagliare a pezzi, ma poi la mezzaluna
(o il grande coltello a lama curva) fanno schizzare pezzetti sulla tavola
e sul pavimento. Provate a vedere se non vi è più comodo
tagliare, con un coltello, in dadini molto piccoli.
Per il sedano, tagliate ogni gambo in pezzi lunghi quattro dita, ogni
pezzo per lungo in filettini sottili, radunate i filetti e tagliateli
per largo.
Per le carote, tagliatele in pezzi lunghi tre-quattro dita, tagliate
ogni pezzo per lungo in fetta, tagliate le fette (due o tre per volta,
messe una sull'altra) per lungo in filettini, tagliare i filettini (parecchi
per volta, raccolti insieme) per largo. Come sempre, è molto
più complicato spiegarlo che farlo.
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