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  Eat Eat Hurrah apre qui con voi uno spazio di confronto, volutamente non accademico, sulla sterminata tematica delle buone maniere proponendo volta a volta suggerimenti "classici" ed idee nuove mutuate dalle vostre e nostre esperienze: quello che vogliamo evitare, perché non esiste, è dare uno standard. Vogliamo invece porci come "sperimentalisti" dell'arte del ricevere, sorprendendo il vostro ospite con "trovate" che invece d'essere frutto d’imitazione possano essere imitate o comunque divenire il modo, vostro e solo vostro, d’intrattenere con semplice formalità gli ospiti.
Internet consente il costante confronto con quanto sta avvenendo e si sta trasformando nell'ambito del bon ton, nel mondo, consentendo una circolazione d’idee, suggerimenti, atteggiamenti la cui evoluzione possiamo fotografare nel momento stesso in cui tali atteggiamenti prendono forma, costituiscono un nuovo trend, un nuovo modello di riferimento con il quale confrontarsi o confrontare la propria cultura e la propria sensibilità di ospiti.


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Il gusto di ricevere
Il gusto, la raffinatezza, il modo semplice ed elegante di ospitare od essere ospitati non è né sarà mai faccenda che possa essere codificata da regole immutabili e valide per tutti.
Essere se stessi e così semplicemente proporsi come ospiti è l'unica indicazione generale possibile da dare, l'unico atteggiamento destinato a non scontrarsi mai con la volgarità, volgarità che è sempre figlia della disarmonia o, peggio, della velleità.
L'unico vero duca inglese che io abbia mai conosciuto riceveva gli ospiti nel suo “tre alberi” dalle vele marroni, valendosi del servizio di una ciurma malese, con tanto di brache a sbuffo di seta gialla, vestito di una camicia la cui macchia più piccola aveva l'estensione di un 45 giri, completamente ubriaco e con i piedi nudi che imploravano una doccia.
Malgrado ciò, ed un servizio di piatti e bicchieri sporchino e sbeccato, il tutto trasudava di uno stile e di un'eleganza che nessuno di noi sarebbe in grado di imitare e se ci provasse darebbe luogo ad imbarazzo, se non peggio, alla più disponibile ed amichevole delle compagnie.
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