Il gusto, la raffinatezza, il modo
semplice ed elegante di ospitare od essere ospitati non è né
sarà mai faccenda che possa essere codificata da regole immutabili
e valide per tutti.
Essere se stessi e così semplicemente proporsi come ospiti è
l'unica indicazione generale possibile da dare, l'unico atteggiamento
destinato a non scontrarsi mai con la volgarità, volgarità
che è sempre figlia della disarmonia o, peggio, della velleità.
L'unico vero duca inglese che io abbia mai conosciuto riceveva gli ospiti
nel suo tre alberi dalle vele marroni, valendosi del servizio
di una ciurma malese, con tanto di brache a sbuffo di seta gialla, vestito
di una camicia la cui macchia più piccola aveva l'estensione di
un 45 giri, completamente ubriaco e con i piedi nudi che imploravano una
doccia.
Malgrado ciò, ed un servizio di piatti e bicchieri sporchino e
sbeccato, il tutto trasudava di uno stile e di un'eleganza che nessuno
di noi sarebbe in grado di imitare e se ci provasse darebbe luogo ad imbarazzo,
se non peggio, alla più disponibile ed amichevole delle compagnie. |