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Quella bianca, ricamata, è ancora forse
la più elegante. Per tutti gli anni '80 hanno imperato le tovaglie,
anche con ricami policromi, di tessuti grossi dai colori stucchevolmente
pastello che se potevano essere passabili in quanto tovaglie, diventavano
un tormento in quanto tovaglioli. Pulirsi la bocca con questi generosi
canaponi era come passare le labbra sul lato ruvido di una scatola di
cerini. Facevano tanto compagnia ricca e sintonavano così
bene alla tappezzeria che con grande difficoltà è stato
possibile strapparle dalle tavole più eleganti del quartiere.
Una bella tovaglia (che dovrete sempre stirare una volta messa sulla
tavola) è una tovaglia vecchiotta, anche leggermente colorata,
ma di una stoffa liscia e morbida al tatto, ricamata al centro e ai
bordi (che devono scendere 30 cm sotto il piano tavola e non di più),
e deve essere corredata da tovaglioli grandi e morbidi a loro volta.
Su di una tovaglia neutra (bianca, beige) stanno bene anche tovaglioli
di fantasia, giapponesi (con disegni geometrici) monocromi dai colori
fortissimi (rossi, fucsia, gialli, anche neri) oppure, se siete collezionisti,
potete dar fondo alla vostra mania usando i diversi tipi di tovagliolo
come segnaposto, eventualmente (se ne avete voglia e vi ricordate) dando
lo stesso tovagliolo allo stesso ospite a distanza di tempo.
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