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Per quanto riguarda le posate, siate inflessibili
con voi stessi, piatti e bicchieri possono essere di cartone, la tovaglia
di plastica a fiori, il cibo può essere portato in tavola nelle
confezioni di alluminio dei surgelati del supermercato, ma le posate,
dicevo, devono essere d'argento: belle, antiche, pesanti. Sono inoltre
l'unica cosa che valga la pena di essere lasciato in eredità
a quei mascalzoni dei vostri figli, sono eterne (a parte le lame dei
coltelli che possono via via col passar del tempo essere sostituite)
e fanno... casa più di qualsiasi altra cosa. Il mio sterminato
servizio di posate San Marco è la cosa dalla quale mi separerei
più mal volentieri, sono pronto a lottare e ad uccidere per loro,
in loro è riposta la storia privata di casa mia, nelle piccole
differenze che corrono tra una forchetta forgiata nei primi anni dell'800
ed una più nuova del '930/'940 c'è la storia stessa di
Venezia, del mutar impercettibile di uno stile che, sempre uguale, non
ha potuto non risentire del divenire del tempo, delle mode, dei gusti
del pubblico (ahimè, sempre meno raffinato!).
Di posate d'argento (pieno mi raccomando) ce nè di tutti
i tipi: i negozi e i mercatini ne sono letteralmente stipati. Purtroppo,
nei mercatini spesso ci sono brandelli di servizi ed è difficile
trovare servizi completi; anche in questo caso potete procedere per
gradi, acquistando qui e là pezzi di uno stesso tipo ed estendendo
via via il vostro "parco posate" nel tempo.
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