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  Eat Eat Hurrah apre qui con voi uno spazio di confronto, volutamente non accademico, sulla sterminata tematica delle buone maniere proponendo volta a volta suggerimenti "classici" ed idee nuove mutuate dalle vostre e nostre esperienze: quello che vogliamo evitare, perché non esiste, è dare uno standard. Vogliamo invece porci come "sperimentalisti" dell'arte del ricevere, sorprendendo il vostro ospite con "trovate" che invece d'essere frutto d’imitazione possano essere imitate o comunque divenire il modo, vostro e solo vostro, d’intrattenere con semplice formalità gli ospiti.
Internet consente il costante confronto con quanto sta avvenendo e si sta trasformando nell'ambito del bon ton, nel mondo, consentendo una circolazione d’idee, suggerimenti, atteggiamenti la cui evoluzione possiamo fotografare nel momento stesso in cui tali atteggiamenti prendono forma, costituiscono un nuovo trend, un nuovo modello di riferimento con il quale confrontarsi o confrontare la propria cultura e la propria sensibilità di ospiti.


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I piatti

Per i piatti direi di stare il più possibile sul classico, bianchi, leggeri, di porcellana, di forma sobria e filante. Tenete presente che esistono seconde scelte dei servizi più raffinati, in tutto simili alla prima scelta che appaiono assolutamente identiche ai nostri occhi ma costano infinitamente meno. Anche per quanto riguarda i piatti compratene tanti (si trovano ottimi piatti in fabbrica a L. 1.000/1.500 l'uno) e cercate comunque di avere dello stesso servizio zuppiere e piatti di portata, saliere, ciotole, mezze lune per l'insalata (possono essere anche di vetro), zuccheriere, fruttiere, ecc. Non comprate piatti antichi o vecchi che, se non sono già rotti, si rompono, sono sempre opachi, vanno malvolentieri nella lavastoviglie, a volte diventano porosi e non gradevoli alla vista.
Tali servizi sono riservati ai collezionisti che li tengono in vetrina, ma questa è un'altra storia. Costa invece pochissimo e può essere simpaticamente snob far "cuocere" nel fondo dei piatti le proprie iniziali facendo finta di appartenere ad un casato regnante, in questo caso lo "stemma" o il monogramma dev'essere di colore scuro, grande, e baroccamente ironico. Cercate, se avete i soldi, di comprare bei piatti di marca, ma di quelle marche che da sempre fanno i piatti, diffidando come della peste, i piatti disegnati da stilisti, griffati da produttori di mutande, impreziositi da disegni che richiamino foulard o simulino stilizzate scene di caccia.
Se vi piacciono i piatti colorati che lo siano solo sui bordi, ricordandovi però che poi questo "obbliga" il colore della tovaglia e dei tovaglioli, stufa quasi subito, e a parte casi eccezionali, va fuori moda prima di quanto avrete voglia o sarete in grado di sostituirlo.

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