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  Eat Eat Hurrah apre qui con voi uno spazio di confronto, volutamente non accademico, sulla sterminata tematica delle buone maniere proponendo volta a volta suggerimenti "classici" ed idee nuove mutuate dalle vostre e nostre esperienze: quello che vogliamo evitare, perché non esiste, è dare uno standard. Vogliamo invece porci come "sperimentalisti" dell'arte del ricevere, sorprendendo il vostro ospite con "trovate" che invece d'essere frutto d’imitazione possano essere imitate o comunque divenire il modo, vostro e solo vostro, d’intrattenere con semplice formalità gli ospiti.
Internet consente il costante confronto con quanto sta avvenendo e si sta trasformando nell'ambito del bon ton, nel mondo, consentendo una circolazione d’idee, suggerimenti, atteggiamenti la cui evoluzione possiamo fotografare nel momento stesso in cui tali atteggiamenti prendono forma, costituiscono un nuovo trend, un nuovo modello di riferimento con il quale confrontarsi o confrontare la propria cultura e la propria sensibilità di ospiti.


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Un’insolita tovaglietta

Per apparecchiare all’americana, lo stuoino che preferisco e che vi consiglio (impareggiabile per eleganza, colori, differenti tipi e qualità) è rappresentato da un piccolo tappeto tessuto a mano in Africa, dove nel corso del tempo, insieme alle prevedibili conchiglie cyprea, ha svolto la funzione della carta moneta. Questi tappetini, oggi ormai ahimè piuttosto cari si trovano un po' dappertutto (a New York ancora nelle bancarelle semi abusive di Broadway verso Canal Street, in Italia in negozi di antiquariato etnico) e sono veramente bellissimi. Sono scuri, i disegni spesso geometrici o frutto della somma di più geometrie, come in un patchwork tessuto, ma anche con impresse forme stilizzate che assomigliano un po' alle "forchette" di Capogrossi. Tali tovagliette (anche se noi le usiamo e le chiamiamo impropriamente così) hanno spesso un lato foderato, ma la dimensione è stranamente perfetta per lo scopo alle quali le abbiamo costrette, sono robuste e praticamente non ne esiste una uguale all'altra. Sono bellissime, elegantissime ma purtroppo al momento dell'acquisto, immaginate secoli di utilizzo delle stesse come mezzo di scambio, spesso sporche. Sconsigliamo il lavaggio a secco o peggio in lavatrice, spesso le fibre che le compongono sono d'origine vegetale e la tovaglietta lavata diventa ruvida e scorbutica. Provate invece a lavarle molto delicatamente a mano con il sapone di Marsiglia e quindi lasciatela asciugare lentamente.
Dopo questo primo lavaggio, stante il colore scuro e la loro struttura naturalmente antimacchia, non dovrete più per lungo tempo procedere ad altra pulitura se non quella sommaria di passarci sopra uno straccio umido. Sono talmente belle che ormai qualcuno le appende alle pareti, a mio parere far svolgere agli oggetti, qualunque oggetto, un ruolo vivo, attivo nella nostra vita è il miglior modo per utilizzare e per trarne il maggior piacere possibile.

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